La bella e coraggiosa storia di Chiara Corbella
«Farò più rumore da vivo che da morto».
Riecheggia nelle mie orecchie questa celebre frase di padre Pio che accomuna tutti i santi e che inconsapevolmente appartiene pure alla vita straordinaria di Chiara Corbella. Forse non ambiva a tanto lei che da grande sognava solo una bella famiglia, ma la luce che proviene dalla sua vita coraggiosa non può rimanere nascosta e non lo rimarrà.
Si è spenta mercoledì 13 giugno Chiara nella sua città, Roma, all’età di 28 anni. Giovanissima, al punto che verrebbe voglia di chiedere perché, di litigare con Dio. Tuttavia la verità è che questa morte giunge a noi come balsamo perché lei ha dato senso alla sua vita. Moglie a soli 24 anni di Enrico, Chiara quasi subito è rimasta incinta della piccola Maria, una bimba che già dalle prime ecografie mostrava una grave anancefalia. I due giovani sposi rifiutarono l’idea di ricorrere all’aborto terapeutico e scelsero di andare fino in fondo portando alla luce la piccola Maria che per soli trenta minuti ha assaporato la vita prima di morire. «Se avessi abortito – confidò Chiara alcuni mesi dopo – non ricorderei quel giorno come una festa, ma come una giornata da dimenticare».
Con la voglia ancora di sorridere alla vita Enrico e Chiara ci riprovarono. Un’altra gravidanza, un altro bimbo, stavolta maschietto, il piccolo Davide. Tuttavia, quasi fosse uno scherzo del destino, anche questo figlioletto presentò da subito problemi, stavolta agli arti inferiori e anche malformazioni agli organi. Stessa logica, stessa battaglia. I due andarono avanti e anche stavolta il piccolo si spense dopo poco. Lo sconforto e la sfiducia non piegarono la coppia che non si perse d’animo e continuò a donarsi agli altri in parrocchia, nei ritiri francescani, nei viaggi a Medjugorje.
Nel frattempo giunse la notizia attesa di una nuova gravidanza. Un altro maschio, Francesco. Sembrava non avere problemi e il primo pensiero degli amici, come racconta Maris, una sua amica d’infanzia, era che finalmente Dio stava offrendo la sua ricompensa. E invece ancora una volta Enrico e Chiara nel 2011 sono stati posti davanti ad un’altra croce. La giovane madre infatti al quinto mese ha scoperto di avere un carcinoma alla lingua. Forte come una roccia decide di non sottoporsi alla chemio per non danneggiare la vita di quel piccolo che porta in grembo. Francesco viene alla luce, ma Chiara dopo interventi e cicli terapici ieri lo ha affidato alle braccia del suo grande amore Enrico. Prima di andare via ha scritto un messaggio al suo parroco: «Siamo con le lanterne accese ad aspettare lo Sposo».
Resto attonito davanti a questa ragazza mia coetanea di cui ho conosciuto la storia poche ore dopo la sua partenza. Non mi sconvolge tanto la serie di sventure piovutele addosso nel giro di quattro anni, ma la forza, la determinazione di affrontare le sfide della vita e la fede in Dio, unico faro dell’esistenza di Chiara che per tranquillizzare la madre diceva sempre: «Mamma, Lui non mi ha mai abbandonato».
Domani alle 10.30 saranno officiati i funerali presso la parrocchia Santa Francesca Romana, ma non sarà un addio.Di te, Chiara, sentiremo parlare a lungo.






Esempi così ti allargano il cuore e ti fanno gioire dentro anche se scendono lacrime. Esempi così ti fanno capire che Dio è in mezzo a noi, ci accompagna e ci porta per mano. Chiara, senza di Lui, non sarebbe stata capace di vivere ed accettare “il tutto” come ha fatto.
Grazie Chiara, grazie. Non ti conoscevo ma sapere che sei esistita mi fa sperare bene nel futuro. Ti immagino tra le braccia amorose del PADRE celeste che sorridi al tuo bimbo ed a tuo marito e li proteggi come più che se fossi rimasta con loro.