C’e’ attesa nelle zone terremotate, tra Emilia e Lombardia, per la visita del Santo Padre prevista per domani, 26 giugno.
Le popolazioni del Nord Italia, colpite dal terremoto dello scorso 29 maggio, attendono questa visita del successore di Pietro con grande speranza e una parola di conforto, ma soprattutto la volontà di sentire la vicinanza della Chiesa, proprio come ha sottolineato lo stesso Benedetto XVI anche ieri nell’Angelus in piazza San Pietro.
Benedetto XVI, che visiterà solo alcune tra le zone più colpite, avra’ una giornata ricca di appuntamenti importanti.
L’arrivo e’ previsto in elicottero a San Martino di Carpi, alle 10.15, dove lo accoglierà, insieme alla popolazione, il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, e il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. Prima tappa sarà la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Rovereto di Novi, dove ha perso la vita, schiacciato dalle macerie, il parroco don Ivan Martini. Al centro di Rovereto, poi, l’abbraccio con la comunità e il saluto del cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, presidente dell’episcopato dell’Emilia Romagna, e quello del presidente della Regione, Vasco Errani. Poi per due ore Benedetto XVI si fermerà nella diocesi di Carpi, una delle più colpite ed abbraccerà nella preghiera tutti i luoghi devastati dal terremoto: Mantova, Modena, Ferrara e Bologna.
Una 50ina le persone delle zone terremotate che potranno parlare con il Papa. Quindi non solo vescovi, parroci, sindaci esponenti della protezione civile e tanti volontari, ma anche una rappresentanza di tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia, che oltre ad aver mietuto vittime, ha messo in ginocchio l’economia della zona.
E se la terra ancora continua a tremare, secondo gli ultimi dati della Protezione civile sarebbero 45mila gli edifici a rischio e solo 4700 quelli dichiarati agibili. Completamente fermo il settore produttivo.








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