Ennesimo tentativo dell’Associazione patriottica cinese di scegliere i vescovi senza il mandato del Papa
«La Chiesa in Cina vive in una situazione difficile. Il governo cerca un suo proprio metodo di controllo: facendo uso di cattolici solo di nome, stabilisce un’organizzazione al di fuori delle strutture della Chiesa per controllare la Chiesa stessa». Così il Card. Tong Hon, Arcivescovo di Honk Hong, aveva tratteggiato la realtà dei cattolici in Cina alcuni mesi fa durante la celebrazione eucaristica per la presa di possesso del titolo cardinalizio presso la parrocchia romana Regina degli Apostoli alla Montagnola.
Le cose continuano a marciare per lo stesso verso e la situazione pare aggravarsi. Proprio oggi padre Bernardo Cervellera, direttore di Asianews, riporta sulle pagine del suo sito la notizia che l’Associazione patriottica ad Harbin, nell’estremo nord-est della Cina, intende per la festa dei Santi Pietro e Paolo ordinare vescovo p. Giuseppe Yue Fusheng. Ancora una volta sconvolge la disobbedienza che il governo di Pechino mostra nei confronti della Santa Sede e ancor di più preoccupa l’eventualità di un possibile scisma tra i cattolici. Esiste infatti una Chiesa scelta dall’Associazione patriottica che è libera di professare i riti, pregare in pubblico, diffondere il proprio credo e c’è un’altra Chiesa, obbediente al Papa, costretta a rimanere sotterranea e silenziosa per evitare sanzioni e detenzioni in carcere.
Si comprende bene come le persecuzioni non sono soltanto quelle che stanno macchiando di sangue la Nigeria in questi mesi, ma anche le storie di paura e di intimidazione che ci provengono dalla Cina che cresce economicamente, ma rimane indietro nei diritti umani. E fa rabbia pensare che l’essere umano pensato, generato, scelto libero da Dio venga sottomesso e reso prigioniero dalla volontà di chi governa.
Intanto nella Repubblica asiatica, come racconta Asianews, i fedeli hanno iniziato a mobilitarsi con digiuni e preghieri per scongiurare l’ordinazione episcopale di p. Yue Fusheng. Nel frattempo, sperando che prevalga il buon senso, desideriamo ricordare ancora le parole del Card. Tong Hon, cariche di grande speranza:
«Tutto è nelle mani del Signore. Lui ha provvisto tutto molto bene. Sarà sempre a beneficio della Chiesa. Tali esagerate iniziative del governo per aumentare il controllo alla fin fine non avranno successo; anzi, renderanno la Chiesa ancor più cosciente della Sua missione e più unita. Il futuro è luminoso: dobbiamo solo aspettare la grazia di Dio».
di Giuseppe Cutrona






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