Evangelizzare a partire dal silenzio

Il messaggio del Card. Bagnasco nella giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali

Nel giorno della solennità dell’Ascensione, la Chiesa italiana ha celebrato la 46ª giornata delle Comunicazioni Sociali.

Al centro della riflessione espressa dal Card. Bagnasco, durante la Messa presieduta stamane nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma, due sfide di grande rilevanza per i cattolici del nostro tempo: l’importanza dell’evangelizzazione e il silenzio come modo per conoscere realmente sé stessi.

 Elemento imprescindibile da cui trarre insegnamento, oltre al messaggio di Benedetto XVI diffuso lo scorso 24 gennaio in occasione della memoria liturgica di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, anche la liturgia del giorno che, come ha sottolineato il presidente della Cei rivela <<l’esigenza, per la Chiesa di oggi, di avere ferventi evangelizzatori del Vero Vangelo di Gesù Cristo>>. Per il Card. Bagnasco, infatti, <<evangelizzare è la porta che rende visibile la salvezza di Cristo>>.

Anche oggi, come fu allora per mezzo dei primi Apostoli, Dio chiama i Suoi Figli ad un compito importante, quello di testimoniare il Suo Vangelo “sino agli estremi confini della terra”. Farlo conoscere a coloro che lo ignorano, o rinnovarlo nel suo profondo significato a coloro che lo vivono con spirito tiepido, deve rappresentare una vera e propria missione da non confondersi con una mera propaganda distaccata dall’Anima di chi l’annuncia.

Oggi il mondo ha bisogno di “inviati” del Vangelo, predicatori ferventi della Parola che libera e salva perché fonte di Verità per tutte le genti. Ma come annunciarlo? Con ogni mezzo della comunicazione per rispondere pienamente alle esigenze dell’era contemporanea. Altro momento fondamentale della celebrazione è stato il richiamo al silenzio come <<grembo da cui solo può nascere la Parola>>.

La parola che nasce nel silenzio, infatti, è parola di vita autentica perché sfugge dalla “dittatura delle opinioni”, dal magma informativo che tende alla saturazione e che rischia di disorientare la persona.

Obiettivo primario dunque è il raggiungimento della libertà, possibile solo attraverso la capacità dell’uomo di distaccarsi dal bombardamento mediatico del mondo esterno, il sano discernimento interiore, la capacità di critica e di giudizio. Tutto questo conduce inevitabilmente l’uomo all’amore di una verità fondata sulla roccia, e la roccia, per il cristiano, è la Parola di Dio per essere realmente segno di contraddizione.

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